Le mie ricerche e studi - Yogadarsana

Yogadarsana :
La Visione
dello Yoga...
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Le mie ricerche e studi




Domenica 16 Febbraio 2020
Una giornata dedicata a far crescere la Consapevolezza nella pratica Yoga.

Ogni nuovo giorno che iniziamo una lezione di Yoga nella nostra associazione io e gli altri istruttori , ci domandiamo sempre se la passione che mettiamo nell’iniziare una nuova pratica , lascerà negli allievi anche un corretto messaggio nella loro mente e nel loro approccio a questa disciplina e non soltanto un benessere fisico …

La disciplina e filosofia dello Yoga nasce in tempi lontanissimi da Maestri e Menti illuminate da una saggezza sconfinata , e da una visione altissima dell’Uomo , che si proponeva di fornire una guida per cercare di fare percepire all’Uomo il miracolo della sua vita e la sua appartenenza a tutto il creato che lo circonda e alla vicinanza con il suo Creatore , ed è l’essenza di questo messaggio e la sua dettagliata applicazione , che sono stati l’insegnamento dello Yoga tratto dagli antichi testi , che la nostra scuola ha avuto e seguito fin dal nostro primo approccio con questa meravigliosa Scienza fin dal 1980…

Uno sforzo per cercare di restare su questo originale e antico sentiero quindi che negli ultimi anni è diventato un andare contro-corrente rispetto alla  grande diffusione dello Yoga come una moderna modalità di ginnastica più o meno dolce , con scopi esclusivamente fisico-salutistici quando non addirittura dimagranti o di ricerca del successo personale nella propria vita lavorativa !
Le dettagliate e complesse tecniche di rieducazione e sviluppo del controllo della nostra Mente  , così perfettamente descritte nello Yoga (Raja Yoga) millenni fa , sono state fonte di ispirazione , se non di copiatura in chiave pseudo-moderna , di tutte le terapie psicologiche e psico-attitudinali che si sono sviluppate dal 1900 in poi, con riferimenti illustri che hanno dichiarato con passione e onestà la propria fonte di studi come lo psicologo C.G. Jung , appassionato studioso e cultore delle filosofie Indiane e Buddiste, autore anche di saggi sulle stesse,  ad altri minori che inventando nomi nuovi esotici e stranieri a cose antiche le hanno proposte come una loro invenzione e elaborazione .

Questa “mania” di personalizzare teorie insegnamenti, attingendo e copiando cose antiche di millenni per creare una pseudo novità ed un business personale  , continua ai giorni nostri , dove ogni giorno sembra nascere qualche teoria o nuova scuola che propone qualcosa  aggiungendo la parola Yoga alle cose più impensate che spesso ci sorprendono sia per la loro assurdità che per la fantasia dell’accoppiamento !
Certamente la vastità e complessità dello Yoga classico originario si prestava ad una sua possibile suddivisione , che ne permetteva di vederne un suo singolo aspetto , rispetto alla totalità del suo messaggio globale che coinvolge invece tutto l’Essere …Fisico , Psichico e Spirituale , e che invece vede questa suddivisione come un “unicum“, una modalità olistica , per usare una parola fin troppo abusata , dove anche la parte fisica non è altro che un aspetto inscindibile e reso concreto e tangibile della propria mente, che poi , per sua naturale evoluzione tenderà, prima o poi, a riconoscere o a cercare anche la sua parte più profonda , spirituale e immortale… Così come è sempre stato per tutte le civiltà fin dalla notte dei tempi.

Quindi tornando alla nostra pratica più o meno giornaliera , con che atteggiamento ci poniamo quando entriamo in sala per la pratica e ci prepariamo sul nostro tappetino?
Quando ci si prepara per praticare Yoga insieme ad altri, ci si deve sentire parte del proprio gruppo di lavoro. Un gruppo di persone certamente tutte diverse,  ognuno con la propria storia, con il suo personalissimo corpo  , ma tutte ugualmente bellissime ed in qualche modo unite in uno scopo comune: dedicarsi ha ritrovare se stesse ed il proprio corpo in uno spazio temporale che abbiamo voluto trovare a tutti i costi  nel vortice dei nostri impegni quotidiani e che  non dovremmo più perdere o abbandonare solo per pigrizia o per distrazione.
Per entrare nel giusto atteggiamento, dobbiamo cercare di isolarci il più possibile dall’esterno e dall’ambiente che ci circonda , dai suoi richiami sensoriali,  spostarci con la nostra attenzione all’interno del nostro corpo-mente.

Dobbiamo portare tutta la nostra capacita di ascolto anche chiudendo gli occhi, alle sensazioni che arrivano dal nostro corpo alla nostra mente, più ci lasciamo cadere in questo ascolto profondo , in ogni singola sensazione , potremo così costringere in modo dolce la nostra mente a non avere più spazio per altri pensieri , ma soltanto quella capacità di cogliere il dettaglio delle sensazioni che gli stanno arrivano .
La mente sarà comunque inizialmente affollata di pensieri e immagini, generalmente riguardanti il passato , oppure il futuro, raramente il presente , cioè l’attimo che stiamo vivendo. Questo perché la nostra mente in genere, non riesce quasi mai a restare connessa al solo momento presente, e questo è proprio uno dei suoi principali limiti che ne condizionano moltissimo le sue capacità e potenzialità.
Potenzialità che sarebbero enormi e potrebbero cambiare completamente il nostro modo di vivere, per godere della gioia e della felicità del sentirsi vivi e vitali in ogni attimo della nostra vita , cogliere quello che ci accade con tutt’altro spirito, scoprendo un mondo di dettagli e sensazioni che magari non pensavamo nemmeno che esistessero!

Praticando le Asana con questo spirito e questo atteggiamento silenzioso,  attento alle sensazioni interne , potremmo scoprire la nostra capacità di dialogare con il nostro corpo-mente e cercare di rilassarlo per fargli ritrovare la sua originaria elasticità e la sua personale ed unica modalità di interpretare le Asana. Perché le Asana non vanno intese come un modello stereotipato a cui dover assomigliare per forza  , come una foto di qualcun altro che abbiamo visto, ma più ad una sorta di costruzione simbolica e archetipica che il nome della posizione ci suggerisce , un significato simbolico che ci dia uno stimolo interpretativo personale verso quell’Asana .
Sentirsi stimolati dalla immagine simbolica del Cobra come l’apoteosi di flessibilità nelle eseguire Bujangasana, non è voler assomigliare a qualcun altro che esegue la posizione in modo più flessibile di noi, ma è interpretare la nostra flessibilità , capendone e accettandone i limiti odierni   ed anche eventualmente , cercare di capire se i nostri limiti sono con la pratica estensibili ,nell’ottica di una globale e totale estensione della  nostra capacità di andare oltre con tutto il nostro essere sia fisico che mentale … passo dopo passo.

Le Asana non sono né il fine né lo scopo dello Yoga , sono uno degli strumenti che lo Yoga ci mette a disposizione , probabilmente il più facile inizialmente, per farci evolvere verso un modo più profondo di essere e sentirci uniti Mente-Corpo.
In questa ricerca del giusto atteggiamento durante la nostra pratica , ci vengono forniti dallo Yoga , anche altri due straordinari strumenti , che ognuno di noi possiede : il Respiro ed il Silenzio interno della mente , che ne è la sua conseguenza naturale …
Condurre la mente ad ascoltare le sensazioni del corpo unitamente al flusso continuo del proprio respiro, che entra lentamente e che esce ancor più lentamente , ci porta dopo pochi minuti a percepire un rallentamento del flusso dei nostri respiri e conseguentemente dei nostri pensieri. Una dolce sensazione di abbandono e rilassamento che ci potrebbe far scoprire, nell’Asana che stiamo praticando , dettagli e significati che non avevamo mai colto.

Buona pratica !
OmShanti
Franco





Le relazioni Psico-Fisiche della Colonna Vertebrale
  
I muscoli e le ossa sono sotto il controllo della volontà e danno la possibilità di spostarsi nello spazio e la possibilità di agire nell’ambiente, ma le patologie che limitano la mobilità dell’apparato locomotore dal punto di vista biologico, indicano anche una limitazione della mobilità psichica, cioè la presenza  di un disagio inconscio che inibisce in parte una vita di relazione completa , costringendo spesso la persona ad una limitazione dei movimenti e della liberta espressiva .
 
I muscoli in genere , indicano forza, potenza, possibilità di conquista del mondo esterno, mentre le ossa, danno stabilità e struttura, rendono possibile la stazione eretta .
 
Il  modo di dire “farsi le ossa”  fa pensare che  l’ossificazione è importante per la sia per la sopravvivenza all’inizio della vita che negli anni della crescita per dare sostegno alla persona e poi comunque alla sopravvivenza.
 
Sostenersi e vivere sarebbe pressoché impossibile senza le ossa e una insufficiente ossificazione (osteomalacia, osteoporosi) rendono la vita molto disagiata e limitante .
 
 
L’apparato osseo-muscolare, determina la postura e il portamento di una persona, che sono indicatori comunque importanti delle caratteristiche di personalità dell’individuo : per esempio la gobba, costringe a guardare verso il basso costringendo ad un atteggiamento di umiltà.
 
Da tener presente che la stazione eretta e il guardare verso l’alto sono la tappa fondamentale dell’evoluzione, e  ciò che altera la postura indica quindi regressione non solo fisica ma anche psichica: Il corpo parla attraverso la postura e l’atteggiamento !
 
 
 
 
 
Fig.1
 
 
 
NELLO YOGA LA SPINA DORSALE  E’ IL CENTRO
 
Non esistono giovani e vecchi, esistono solo persone con una spina dorsale giovane e persone con una spina dorsale vecchia“. Qualunque praticante di yoga, in particolare nella sua versione Hatha, quella più ‘fisica’, si è probabilmente sentito ripetere molte volte questo detto.
 
Una colonna vertebrale sana e agile ha un impatto incalcolabile sulla vita di chiunque. Riuscire a mantenere una posizione correttamente eretta, per chi è in tarda età ma anche per chi passa ore della giornata davanti a un computer o alla guida di un’automobile, evita rigidità, scoliosi, sciatica, tensioni cervicali, mal di testa eccetera. Gli antichi yogin sapevano bene quanto fossero molesti questi disturbi. Nei secoli di perfezionamento della pratica hanno dedicato enormi attenzioni a mettere a punto i movimenti più adatti a preservare da inutili sforzi la colonna vertebrale. Vanno in questa direzione sia l’invito a sollevarsi da una posizione sdraiata poggiandosi sempre prima su una spalla, sia il continuo richiamo degli insegnanti di yoga ad assumere le molte posizioni a gambe incrociate o in piedi con collo e schiena rigorosamente dritti.
 
Riuscire a stare in piedi in posizione corretta – insieme a un’opportuna tonicità dell’addome – è il segreto che permette al corpo di mantenere il proprio baricentro qualche centimetro davanti alla terza vertebra lombare.
 
Cioè esattamente dove dovrebbe essere. Così il corpo è perfettamente bilanciato e il suo peso si scarica a terra nel modo corretto, senza costringerci a curvarci.


 
 
 
Fig.2
 
Ma come mostra la Fig.2 , basta un piccolo disallineamento già della testa e del collo , come quello per leggere o guardare uno smartphone o uno schermo , che la tensione muscolare di trazione dei muscoli di sostegno cervicali e dorsali per compensare la nuova posizione della testa , arriva ad uno sforzo di oltre 2 Kg ! Moltiplicato per i minuti per cui si protrae , si può facilmente immaginare che sforzo e indolenzimento comporta durante il giorno…
 
Così come la posizione scorretta del bacino , non tenuto nella posizione neutra , ma spesso in retroflessione , cioè con la linea delle anche indietro rispetto al pube , con il relativo appiattimento eccessivo della curva lombare , come nelle posizioni di seduta scorretta  e di camminata scorretta,  comportano un eccessivo affaticamento e compressione delle vertebre e muscolature lombo-sacrali , e anche dorsali nella camminata scorretta, come in  Fig.3 e Fig.4
 

 
Ma se le 4 curve della colonna esistono proprio al fine di una maggiore elasticità nell’incedere del passo e della corsa , ed anche per  una maggiore capacità di elevazione verso l’alto ,  se si vuole invece una maggiore stabilità verso il terreno come insegnano alcune discipline marziali orientali , allora è necessario al contrario , abbassare il baricentro flettendo un po’ le gambe e addrizzare la curvatura lombare in retroflessione del bacino proprio per sentire questo radicamento verso il basso indispensabile nei movimenti di discipline come il Tai Chi Chuan.
 
Meru Danda la Colonna Vertebrale portante del nostro corpo nello Yoga.
 
Nello Yoga molte asana  sono un vero toccasana per la nostra colonna vertebrale. Ma è chiaro che, come sempre parlando di yoga, la postura e il movimento del corpo assumono una serie di significati ben più complessi di quelli che si possono ritrovare nei comuni esercizi di ginnastica, ma il percorso di conoscenza interiore tipico dello yoga , ha un obiettivo ben più profondo che non il ‘semplice’ benessere del corpo.
 
Gli antichi maestri yoga avevano dato alla colonna vertebrale il nome di :          Meru Danda(Colonna di Meru) , proprio come il monte “Meru” che si trova sul massiccio dell’Himalaya. Un luogo considerato da diverse religioni orientali come il centro spirituale dell’universo. Un modo per rimarcare come anche il centro del nostro piccolo mondo di uomini si inserisca all’interno di una visione ben più allargata dell’esperienza umana. Infatti una colonna vertebrale dritta ha il pregio di disporre in modo corretto Sushumna, il canale in cui passano le energie sottili e che collega i chakra, i centri energetici dello yoga. Il primo, Muladhara, è situato nel plesso sacrale, quello più in alto è Ajna, sulla fronte, tra le due sopracciglia. Sono tutti collegati a Sahasrara, alla sommità del capo, il luogo della massima consapevolezza che è diverso da tutti gli altri centri delle energie sottili.
 
Quanto detto lo possiamo ritrovare anche nel  simbolismo del corpo  nella tradizione dei CHAKRA secondo gli antichi testi indiani e tibetani.
 
Nel modello dei chakra il serpente è la Kundalini che riposa addormentata nel primo chakra alla base della colonna vertebrale umana e rappresenta la forza spirituale nel corpo umano. Quando viene risvegliata e sale verso l’alto lungo la spina dorsale diventa simbolo di illuminazione e del ritorno a Dio dall’attaccamento alla materia.
  

 
Quando i conflitti irrisolti e i blocchi di energia si accumulano, uno degli organi più esposti è la colonna vertebrale: la lombalgia rivela un sovraccarico di responsabilità e il dolore costringe al riposo, l’osteoporosi indica un diradarsi delle strutture di sostegno anche a livello psichico, la scoliosi può indicare una rassegnazione distruttiva che curva la schiena.
 
Le articolazioni permettono di muoversi ma i dolori articolari limitano i movimenti fino al totale irrigidimento, che rispecchia l’irrigidirsi anche a livello comportamentale, intellettuale, affettivo
 
L’aggressività non espressa o non completamente espressa, viene manifestata a livello motorio come infiammazione delle articolazioni (l’emozione “infuocata” viene manifestata attraverso il calore e il dolore presenti nell’artrite).
 
 
Camminare eretti è una facoltà esclusiva dell’uomo, resa possibile dalla curvatura del piede, diversa da qualsiasi altra creatura vivente. La posizione eretta non è solo una tappa filogenetica,  ma anche evolutiva, per cui ogni uomo si deve riguadagnare la posizione eretta nel corso della vita, come dimostrano le varie fasi di sviluppo individuale dall’infanzia alla vecchiaia.
 
 
 
   
  
Con l’acquisizione della posizione eretta si è raggiunto anche l’uso libero degli arti superiori, che con una vita eretta e l’elevazione della testa permettono all’uomo di affrontare nuove sfide sia fisiche che psichiche ed evolvere verso una crescita completa.
 
 
Ma tutti i pesi, fardelli ,responsabilità, portano la colonna vertebrale al centro di conflitti che possono rimanere inconsci ed estrinsecarsi somaticamente con il dolore provocato dalla tensione della muscolatura paravertebrale lombare o dallo schiacciamento dei dischi intervertebrali.
 
Il peso può essere eccessivo ,l’anello fibroso cede provocando un’ernia che ci rivela una pressione eccessiva  sulla colonna vertebrale: si diviene incapaci di muoversi e di lottare, si vorrebbe gridare di dolore( lombosciatalgia ).
 
 
 
 
 
Si perde di elasticità, l’erniazione preme sulle radici nervose provocando anche paralisi delle gambe, della vescica, dell’intestino…
 
Il nucleo molle dovrebbe essere liberato dalla pressione non solo a livello fisico, ma anche a livello psichico…
 
La lombalgia insorta acutamente è detta colpo della strega, da chi si lascia ”incantare” e porta pesi non suoi, e non sa resistere all'”incanto”, riceve un colpo improvviso ( come una magia stregante…) da dietro che gli fa perdere la mobilità e libertà, e nello stesso momento, con l’immobilità lo sottrae proprio ai carichi subiti e sopportati …
 
Scrive così il dott. Klaus Thomann” Il contrasto fra la nostra condizione psicologica e l’immagine che dobbiamo dare di noi stessi all’ambiente circostante, crea una tensione ancora maggiore sulla schiena , tanto che un soggetto magari già depresso ,costretto a dimostrarsi forte e determinato , finirà per tendere all’inverosimile i muscoli dorsali , lombari e cervicali!...Se i pazienti invece scoprono che la loro postura è correlata alla loro condizione psicologica hanno molte più possibilità di guarire , proprio agendo contemporaneamente sulla propria postura e sul proprio corpo-mente…”
 
 
Dato che queste affezioni costringono al riposo, è bene sempre ascoltare le esigenze del corpo, e abbandonare i pesi superflui e le responsabilità eccessive  a favore di una gestione dei carichi più proporzionata alle nostre capacità e ad un maggior tempo di riposo e recupero delle energie spese…
 
 
 
LA COLONNA VERTEBRALE: UN CENTRO ENERGETICO
 
Un chakra (una ruota di energia) è un incrocio di vie energetiche, un punto nodale, un centro di energia, una porta, un turbine o un vortice e molto di più. A livello scientifico i chakra sono ancora completamente sconosciuti, poiché gli odierni strumenti di misura sono ancora troppo grossolani per essere in grado di percepire le vibrazioni più sottili.
 
I chiaroveggenti e i radioestesisti possono misurare questi centri di energia, la cui esistenza è descritta da migliaia di anni. Anche la moderna fotografia dell’aura può mostrare solo in parte questi campi energetici e rappresentare i centri di energia dell’uomo.
Nuovi apparecchi di misurazione vengono comunque inventati in continuazione. Si pensi che 25 anni fa, sull’agopuntura in Europa erano tutti scettici al riguardo, pensando che cose del genere non esistessero, nonostante venissero insegnate da secoli in Estremo Oriente. Oggi l’agopuntura è un metodo curativo riconosciuto, e insegnato nelle Università di tutto il mondo e praticato da tantissimi medici.

 
Ogni punto di agopuntura è in realtà un piccolo chakra e l’uomo è attraversato da meridiani e canali energetici come lo è dai vasi sanguigni. La principale via energetica nell’uomo è la colonna vertebrale, con il midollo spinale. In essa scorre un flusso di energia, la cosiddetta energia vitale. Nello Yoga questa principale corrente energetica viene chiamata energia Kundalini, anche se si sta ancora discutendo su cosa sia esattamente, ma si può immaginarla come una parte dell’energia creativa e  primordiale della vita.
 
La colonna vertebrale energetica ha aree e sezioni con diverse frequenze e perciò è anche un centro di controllo per il rifornimento di energia dell’individuo come il sistema nervoso e i meridiani.
 
Nell’agopuntura e nella riflessologia, influenzando i centri energetici si influisce anche sulle aree che sono rifornite da questo centro. Questo spiega perché, correggendo la spina dorsale, si riesca anche a pensare e a usare meglio il cervello.
 
L’energia non è solo forza e vitalità, ma anche e sempre informazione. Immaginiamo una radio….Noi non siamo in grado di percepire le onde radio, tuttavia esistono e sono misurabili. Sono onde energetiche(elettro-magnetiche) con diverse frequenze.
 
Quando abbiamo un ricevitore radio con altoparlanti, dapprima udiamo solo rumore e crepitio. Quando però sintonizziamo il ricevitore sulla giusta frequenza, allora come per miracolo, udiamo un linguaggio e, se capiamo questo linguaggio, allora abbiamo delle informazioni. L’energia quindi, non è solo energia, ma è intelligenza e consapevolezza!
 
La spina dorsale da un punto di vista simbolico si potrebbe correlare anche  con l’accumulazione delle esperienze di vita.
 
Alcuni dicono corrisponda a una “scala”, ovvero ogni vertebra (o metamero) sarebbe un gradino di esperienza e in certa misura forse di consapevolezza: la colonna è composta da 33 vertebre.
 
Alla fine della scala e delle esperienze di vita rappresentate dalla colonna, ovvero compiuti i 33 scalini attraverso un movimento attivo, si prospetta una liberazione.
 
 
La colonna è il nesso di giunzione delle 3 cavità: cranio, torace e bacino.
 
La colonna è ciò che assicura la connessione: una linea verticale che unisce, cioè fa da ponte tra i 3 livelli (Terra, Uomo, Cielo), connettendo ciò che è Sacro
 
(ma separato, messo in riserva, con riferimento all’osso sacro) , con l’Alto da cui esso proviene (simboleggiato dalla volta cranica).
 
Le curve della colonna, come un serpente, ci ricordano che la vita si ha nel movimento e il movimento dell’esperienza non è lineare e retto, ma si adegua ai vuoti e ai pieni.
 
La colonna vertebrale è sempre di centrale importanza nella pratica dello Yoga:
tramite posture, respirazioni, mudra, bandha, meditazioni e affermazioni .
 
Sulla quale avviene un lavoro mirato e completo che trasforma le emozioni, scioglie traumi, e libera il corpo e le energie sottili.
 
La colonna vertebrale, quale portatore dei canali energetici centrali, non solo spesso subisce tensioni e dolori, ma si possono formare blocchi energetici che causano malesseri semplici e molto diffusi come il mal di schiena, ma anche problemi organici, fino alle depressioni, e perfino blocchi spirituali.
 
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Fig. 5
 
 


L’asse della Colonna si compone di:                    (Fig. 5)  
 
 
5 sacrali, fuse:  e sono la connessione tra microcosmo (uomo) e macrocosmo (tutto l’intorno). Il Sacro è il bambino, per cui tutto il mondo è se stesso (tutto “mio”), unito al mondo ma allo stesso tempo separato, non ancora formato (le vertebre fuse) ma ancora al massimo delle sue potenzialità, ancora connesso con l’Uno. Problemi sacrali sono problemi delle fondamenta.
 
5 lombari: il bambino è formato e conosce il mondo, la molteplicità. I problemi lombari avranno a che fare con il mancato accordo con il mondo e con le sue stagioni, le sue fasi.
 
12 toraciche: l’uomo entra nell’ “ordinarietà” della vita, che si distribuisce in ogni dove. I problemi dorsali sono in genere problemi relazionali.
 
7 cervicali: Il compimento dell’opera umana, l’evoluzione umana passa attraverso una “piccola morte”: finito un lavoro, bisogna arrestarsi per poter ricominciare. Problemi cervicali sono in genere relazionati col “non sapersi fermare” o non saper rinunciare.
 
 
Quindi per lo Yoga, assumere una posizione perfettamente eretta significa favorire il passaggio verso l’alto della consapevolezza interiore e conquistare una dimensione più nobile dell’esistenza. Più spirituale, più aperta alla comprensione dell’universo che ci circonda, al legame che c’è tra tutti gli uomini.
 
È insomma un altro modo per migliorare il nostro stare qui, ogni giorno, in questo mondo.

Bibliografia:
La salute della schiena –Klaus-Dieter Thomann
Fisiologia Spirituale –Tanja Aeckersberg
Anatomia per il movimento –Blandine Calais-Germain

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Seminario di Yoga 17-18 Maggio 2014:

Il corpo è come uno Yantra...

La forma geometrica è come un catalizzatore delle energie !
Assumere e mantenere la forma dell'Asana per attirare e emanare le energie praniche e cosmiche.


Lo Yoga insegnato secondo la tradizione autentica , si differenzia dalle altre discipline o insegnamenti di tipo pseudo salutistico e sportivo, perché chiede al praticante di usare la mente per agire sul corpo , e usare il corpo come uno strumento della mente.
Il Raja-Yoga rappresenta l'estensione più mentale e meditativa della pratica dello Yoga puramente fisico, come viene considerato quello che riguarda le posizioni e i movimenti di allungamento, tonificazione, e rinforzo del corpo fisico, anche se nello Yoga non c'è mai niente di puramente fisico!

Ma comunque  il presupposto da cui parte il Raja-Yoga, e che il corpo deve essere già stato posto in una condizione di salute e di efficienza tale almeno da poterci permettere  di mantenere una posizione stabile e non disturbata da risentimenti e fastidi, in quanto il corpo è sempre il presupposto e la base su cui costruire la nostra ricerca interiore.

Potremmo mai pensare di concentrare la nostra mente in tecniche respiratorie avanzate di Pranayama o di Concentrazione (Dharana), se dopo pochi minuti la schiena o le gambe ci richiamano alla loro attenzione con dolori o fastidi?
Se occorrono poi non meno di 8-10 minuti per cercare di calmare una respirazione ed una mente già di per sé  svolazzante in mille fantasie tra passato e futuro, con un corpo non stabile e infastidito già dopo pochi minuti …Quale mai potrà essere il risultato del nostro sforzo…?

Quindi è già nella pratica delle posizioni (Asanas) che dobbiamo   fondere la nostra mente ed ancora di più cercare nel simbolo che essa rappresenta, la fonte e lo stimolo per viverla ed eseguirla con un maggiore approfondimento mentale.
Così l'Asana potrà davvero diventare come uno Yantra e cioè : un vero catalizzatore di energie per attirarle emanarle sia verso noi stessi che verso l'esterno.

In questo modo la pratica delle posizioni sarà già esse stessa l'inizio di un approfondimento mentale che aprirà la porta verso il Raja-Yoga.

Om Shanti
Franco Di Mantova
Gli effetti delle emozioni
 
sul muscolo Psoas e sulla postura:

La prossima volta che vi sentite tristi e depressi prestate molta attenzione alla vostra postura, in particolare alla posizione del collo, delle spalle e della schiena. Chi soffre di depressione e problemi marcati di bassa autostima, tende ad accasciarsi su se stesso con collo e spalle ricurve in avanti. Quando la situazione di precarietà emotiva è conclamata e si cronicizza fin dall’infanzia, possono manifestarsi dei veri e proprio problemi posturali fino a sfociare in disturbi come cifosi, scoliosi e lordosi.
 
Il nostro corpo traduce lo stress e gli stati d’animo in molti modi. La risposta allo stress, alla depressione e alla bassa autostima è cablata dal nostro sistema nervoso con la contrazione dei principali muscoli flessori del tronco, primo tra tutti il muscolo ileo-psoas.
 
 
Stress, ansia, depressione e bassa stima di sé incidono fortemente sulla postura: da un lato portano alla contrazione dei principali muscoli flessori (muscolo ileo-psoas compreso) portandoci a inarcare in modo scorretto la schiena, dall’altro ci portano alla chiusura delle spalle, alla compressione della cassa toracica e all’affondamento del cuore:
 
questo atteggiamento posturale ci predisponendoci a una respirazione disfunzionale e a problemi d’ansia. Insomma, i nostri stati d’animo hanno un pesante effetto sulla nostra postura che come un boomerang inciderà ancora una volta sulla nostra emotività.
 
 
Mentre è vero che la depressione può portare a una postura scorretta, è anche vero il contrario: chi tende a inarcare la schiena, chiudere le spalle e “affondare il collo nel torace”, è più predisposto alla produzione dei cosiddetti ormoni dello stress.
 
 
Un collegamento Bidirezionale
 
Il rapporto tra il nostro corpo e la nostra mente decorre in entrambe le direzioni. Ciò significa che da un lato la nostra mente influenza il nostro corpo e dall’altro, il nostro corpo reagisce innescando nuovi feedback nella nostra mente. Non solo teorie:
 
in uno studio del 2009, pubblicato sul European Journal of Social Psychology, un team di scienziati cognitivisti ha messo in evidenza come la postura che assumiamo condiziona ciò che pensiamo di noi e quanta fiducia abbiamo nelle nostre capacità.
 
E’ qui che entra in gioco il muscolo ileo-psoas. Un buon funzionamento del muscolo ileo-psoas può portare a una significativa riduzione della depressione, al contrario, un cattivo sviluppo di questo muscolo può essere correlato a frequenti mal di testa, dolori al collo e alle spalle oltre che a una lunga serie di problemi muscolari.
 
 
Dove si trova il muscolo ileo-psoas?
 
In realtà, quello che chiamiamo muscolo ileo-psoas è l’insieme di due muscoli che si estendono dalla regione lombare fino all’area anteriore della coscia.
 
Il muscolo psoas si origina dalle vertebre toraciche ed è associato a ciascuna delle cinque vertebre lombari della parte inferiore della schiena. Si estende verso il basso attraverso il bacino per fissarsi all’interno del femore superiore mediante il muscolo iliaco.
 
 
Questo muscolo è il principale protagonista nel determinare la posizione del bacino e del tratto lombare e, di conseguenza, dell’intera postura. Per un trattamento delle disfunzioni e problematiche fisiche indotte dalla persistente contrazione del muscolo ileo-psoas vi rimandiamo all’articolo Rilassare il muscolo psoas per vivere senza dolori, paure e ansie.
 
 
In questa pagina ci soffermeremo esclusivamente sul rapporto tra il muscolo psoas e la sfera emotiva.
 
 
Come il muscolo ileo-psoas influenza la nostra salute mentale
 
Stando a uno studio pubblicato sul numero di giugno 2015 (volume 34) dell’Heath Psychology e riportato dall’American Psychological Association, il modo in cui sviluppiamo e organizziamo i nostri muscoli incide fortemente sul nostro umore fino a innescare pensieri depressivi. I ricercatori hanno studiato gli effetti di una postura corretta e una postura accasciata con spalle chiuse e schiena inarcata. Lo studio ha esaminato gli effetti della postura sul cuore e sulla mente di 74 persone alle quali è stata assegnata una postura.
 
I ricercatori hanno monitorato parametri come pressione sanguigna, battiti cardiaci, livelli dello stress, stati d’animo e autostima. Tutti i partecipanti al test alla quale era stata assegnata una posizione eretta riferivano umore alto, livelli di energia elevati e maggiore autostima.
 
Al contrario, chi durate il test teneva il muscolo ileo-psoas contratto con schiena inarcata e spalle chiuse, riferiva pensieri tristi, sensazioni di noia, emozioni negative e in alcuni casi anche fobia sociale e ansia.
 
 
Praticare yoga può aiutarci ad allenare il nostro muscolo ileo-psoas, in particolare, nella foto che segue sono mostrate le posizione e gli esercizi da assumere per imparare a distendere il muscolo psoas e migliorare la nostra postura.

Tratto da :
https://psicoadvisor.com/gli-effetti-delle-emozioni-sul-muscolo-psoas-e-sulla-postura-1816.html


Web from : Franco Di Mantova
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